Gervaso o dell’impossibilità di vivere il futuro ovvero la tragedia di possedere un Lama

C’era una volta un giovane principe balbuziente, dagli occhi scuri e senza neanche un capello. Il suo nome era Gervaso. Egli era un ben strano principe, poiché non possedeva né corona né regno, ma solamente 5 cammelli color zafferano alti 3 metri (Gennaro-Giacomo-Giovanni-Giuliano-Guglielmo) * e un Lama Sputatore grigio-lilla alto 4 metri (Giammaria), logorroico e magico. Quando dico magico intendo proprio magico! Quest’animale infatti leggeva il passato delle persone solo guardandole in faccia (e essendo logorroico non perdeva occasione di raccontarlo TUTTO, per filo e per segno, fino al momento attuale!)

Perciocché, il povero Gervaso riviveva, ogni giorno il suo passato tanto che iniziò a dimenticare di avere anche un futuro! Ecco la ragione per cui ad un certo punto il principe, disperato, decise di abbandonare Giammaria.

Un giorno di mezza primavera, portò l’animale ai bordi di una radura, a centoventicinque giorni di cavallo dal bosco dove viveva; dopo averlo sedato con un VodakaLime &Valium, corse via. Nella furia della fuga, inciampò in una buca e schiacciò una lumachina, che all’istante e con un grido sovrumano, si trasformò in una strega dai capelli a spazzola viola e dagli occhi bianchissimi: per le sante Caprette di Melafricchia era davvero orribile!!

Tu Piccolo E.s.s.e.r.e. S.q.u.a.l.l.i.d.o. hai rischiato di Uccidere ME, Guendalina, la strega fatata!!! come Hai osato?? – iiiioooooooooo mimimimimi dididididdidddiispspspispspiaaaaaacece!!!!!

Ma che fai balbetti di fronte a ME????? – Nononoonooooooo!!

Ma proprio nell’istante in cui la strega stava per scagliare un terribile incantesimo contro il povero uomo (ormai completamente sudato dal gran tremare e bianco dal terrore), arrivò il lama (Gervaso nella fretta si era dimenticato l’ingrediente principale del cocktail: il valium!) che, tra uno sputo e l’altro, iniziò a raccontare il passato della strega: all’udire i propri ricordi più intimi e segreti da voce altra e catarrosa, Guendalina iniziò a piangere, dapprima in modo silenzioso poi rumorosamente ed infine disperatamente! Più piangeva più le crescevano i capelli, cambiando anche colore (da viola a bianco fulgido), e il suo volto diventava sempre più bello, me. Nel giro di una manciata di minuti molte cose avvennero: il giovane principe si innamorò e dimenticò all’istante di essere balbuziente, il lama continuò a parlare senza freni, la strega fatata (o fata stregata!), totalmente rintronata e confusa con voce nuova e flautata fermò il lama per sempre

AbraCadaBra. Oh, Lama Sputatore che la tua voce non Più si oda a Meno che da voce Umana Non Ti Venga Chiesto Di Parlare! Che il mio incanto abbia effetto immediato!

L’animale si zittì di colpo. Nello spazio del silenzio che ne seguì, lo sguardo di un uomo, ormai perso d’amore, incontrò l’occhio pallato di una fata stregata intontita:

Che fare se possiedi un lama magico che sa solo raccontarti il tuo passato ed è pure logorroico?
Era una Principessa, aveva un nome lunghissimo ed era pure caruccia, beh non solo caruccia in realtà era l’invidia di zie, cugine, amiche e cameriere: era uno schianto, ovunque lei guardasse gli uomini le morivano ai piedi. Era insomma la classica femmina che si può permettere di non pensare quando parla perché tanto nessuno se ne accorge. Aveva insomma tutte le fortune ma non era soddisfatta: lei voleva fare la Velina, era il suo più ardente sogno. Purtroppo però nel suo regno ‘La Televisione’ non esisteva e invero non si riusciva neanche ad attivare un programma che fosse uno poiché era proprio l’apparecchio TV a non essere venduto, o meglio si tentava di venderlo ma nessuno lo comprava. Ops, scusate, uno che l’aveva comprata c’era: Gioacchina. Mannaggia proprio a lei doveva capitare il regno con il quoziente d’intelligenza pro-capite più alto del mondo conosciuto? E poi scusate che te lo leggi a fare un libro quando potresti vedere una fanta.sti.ca. velina sculettare da un invitante schermo? Purtroppo a questa domanda le genti (perfino i regali genitori!) la guardavano con pena, profonda pena. Povera principessa, era troppo avanti per questi selvaggi!

Chi sei? – Gervaso: principe senza regno e corona

Perché scappavi? – Abbandonavo il Lama. Parlava troppo. Stavo dimenticando che esiste anche il futuro.

Sei divorziato?No

Sei bisessuale?No

Vergine?Beh…Si…sai la balbuzie. i capelli… sono stato impegnato con il lama e poi io non mi svendo per un paio di .. cioè insomma..

Ma non hai i capelli!! Che centrano i capelli!!????Appunto…… alle donne. beh….

Ah… ok!!! Beh, non mi faccio questi problemi..Quisquiglie…!!! ..MMMMMHhhhhh.. il mio ultimo uomo risale a centocinquanta anni fa…. accidenti ne è passato di tempo! Dove abiti??A centoventicinque giorni da qui!

Mai una volta che uno mi abiti dietro l’angolo!!!! vabbè! Andiamo!

Il lama sputatore, ormai senza voce, fu cavalcato dai due giovani, decisamente stanchi e indiscutibilmente tramortiti dai cambiamenti avvenuti.

Nei giorni che impiegarono per arrivare alla piccola casina di latta, Guendalina si innamorò di Gervaso. Perdutamente. E vissero felici e contenti per molto, molto tempo.

Per la precisione furono felici per altri 200 anni, ovvero fino al divorzio.

Guendalina scappò con un porno divo che per hobby faceva il domatore di leoni; Gervaso per parte sua, seguì una sirena daltonica nel fondo dell’oceano, dove aprì un bar per tritoni soli, traditi e abbandonati. E furono di ancora e nuovamente felici e contenti a loro modo e ognuno nella propria favola.

*I 5 cammelli sapevano predire, in ordine, il futuro presente (Gennaro), il futuro prossimo (Giacomo), il futuro futuribile (Giovanni), il futuro necessario (Giuliano), il futuro remoto (Guglielmo).

Ma il principe, data la balbuzie, finiva sempre le sue domande quando i poveri animali, rintronati dalle sue ripetizioni sillabiche, erano ormai caduti addormentati!! Indi per cui una sera di mezzo inverno i cinque animali, sfiniti dai tentativi di Gervaso, scapparono in Alabama (USA). In quel luogo lontano sposarono 5 struzzi verdi e fucsia e passarono il resto della vita a rincorrerli per tutto lo stato.

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