IL CORAGGIO

Agostina fu chiusa nella altissima Torre del Sole per un mese, quando fu richiamata dal Sacro consiglio per raccontare la verità, lei la raccontò e venne nuovamente rinchiusa:
La V.E.R.I.T.À. mia cara non le sue stupide bugie per giustificare il fatto di non essere bella quanto la mia bimba! Mi fa orrore questa meschinità!
Ogni mese per 9 mesi Agostina veniva chiamata, diceva la verità, veniva tacciata di infamità e rinchiusa.
Nove mesi di prigionia fino al giorno in cui nacque la loro bimba.
Quella notte, mentre la nostra piccola coraggiosa sarta rimirava la sua creatura e la cibava, capì che non poteva andare avanti così, che il suo Ambrogio doveva svegliarsi e conoscere la figlia. Quella notte, la nostra eroina chiese alle guardie di vedere il Sacro Consiglio ‘subito ora prima che cambi idea!‘. Pensando che fosse pronta a dire finalmente la verità e tranquillizzati dal fatto che se non avesse ancora voluto ora avrebbero potuto torturarla, tutti i membri si unirono subito e la accolsero nella sala del trono.
‘Quindi? Sei pronta a dire il vero?’
Io , la verità, la dissi. E per dimostrare che è questo che vidi sono pronta a rinunciare a colei che amo di più al mondo: a mia figlia. Mi dovete credere perché state rinunciando ai vostri figli se non siete in grado di accettarne i sentimenti, li state uccidendo. Io non credo loro siano davvero in coma, io sono anzi convinta che loro siano terrorizzati di perdere il mondo se accettano sé stessi. Io vi chiedo di fare pace con le vostre stupide paure, vi chiedo di usarlo questo grande amore di cui vi riempite la bocca, di stirarlo, appenderlo al sole, guardarlo e farvene inondare. Se anche la Principessa amasse una altra femmina quale sarebbe il problema? É forse una tragedia l’amore? Ma per favore! Sono nove mesi che sto rinchiusa in una torre perché ho detto solo di aver visto un uomo che ha desiderato un altro uomo e un uomo ridesiderato a sua volta. Ho parlato di amore e desiderio, curiosità, gioco. Se vi avessi detto che vostra figlia e mio marito si erano innamorati probabilmente avreste festeggiato anche se si trattava di rovinare una famiglia, ma vi ho detto altro e per non sentirlo mi avete incarcerata. NON VI VERGOGNATE? Meschini cuori nascondete, piccole certezze condite di vanità, stupide menzogne al chilo svendute per due certezze.
Stanotte guardavo mia figlia e la amo già troppo per permettere al mondo di rovinarle la vita, per poter anche solo pensare che un giorno io possa essere stupida e ottusa quanto voi e lei, per mia colpa, decida di non svegliarsi mai più. Per colpa mia. Quindi sono giunta alla conclusione che l’amore è coraggio, che voglio dare a mia figlia suo padre, e che voglio dare a suo padre la possibilità di essere felice.
Perciò, se non volete capire vi autorizzo di metterci a morte: io e mia figlia. Voi state uccidendo il diritto all’amore, il rispetto dell’altro. Se questo è l’omicidio che volete compiere, allora dovrete mondarvi le mani, dovrete affrontarlo e dirlo ad alta voce l’assassinio che state compiendo.
Di fronte a questa ragazzina, il Re Padre scappò. Uscì a cavallo. Non si sa dove fuggì, non si ha idea di cosa fece. Dopo un mese, comunque, egli tornò; era diverso, una luce nuova negli occhi e una vergogna nella voce. Aveva pensato, disse, e aveva capito che non aveva capito nulla che lui sua figlia la amava così tanto da non poter più sopportare di non averla davanti agli occhi sorridente, che se davvero era lui ad averla uccisa allora non era giusto quello che pensava perché se quello che pensava poteva far questo a coloro che amava allora era sbagliato. Era sbagliato. Lui la amava e alla fine chissenefrega cosa decideva di fare lei, chi decideva di baciare. Si trattava di baciare, mica di scuoiare genti no? E quindi andava bene. Gli bastava riaverla. E poterle chiedere se era felice. Disse tutte queste cose e molto altro ma non sono fatti nostri e manco di Agostina.
Agostina, che fu liberata, insieme alla sua piccola Ada.
Non si sa quindi cosa accadde in quella stanza, in quelle stanze. Si sa che qualcosa accadde perché si risvegliarono tutti, con un anno in più, ma svegli.
Agnese lasciò l’Alberto con la benedizione dei regali genitori e sempre con benedizioni si lanciò in un romanticissimo corteggiamento della sua Adelaide (che non era certa, aveva paura e poi una principessa, quelle sono sempre viziate. certo che è bellissima ma la bellezza sfiorisce..); Agostina riabbracciò il suo Ambrogio per poi divorziarne e darlo in sposo ad Achille.
Alberto, il cavaliere che quasi perse un braccio per conquistare una femmina che non lo poteva amare si diede all’antica arte della palestra e della conquista selvaggia ma non riuscì a colmare quel vuoto al centro dello sterno fino a che, il giorno delle nozze di Ambrogio, non conobbe Agostina e, lei, incrocia le dita e aspetta una dichiarazione da un momento all’altro.
Che qui il nostro menestrello potrebbe anche raccontarvi che nelle favole poi si vince sempre, che le favole servono a ritrovarsi perché non ci si perde mai a caso, e che tutti possiamo essere i protagonisti della nostra, di favola. Ma voi tanto lo sapete già, vero?

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