agnese o della paura – Parte 3

la Verità, vi prego

C’era però qualcuno che la verità forse la sapeva. Era la moglie di Ambrogio, che però questa verità non la accettava perché avrebbe stravolto la sua vita,  ma, guardare questa faccia di ragazzo che tanto amava addormentato e spaventato, vederlo immobile mentre i giorni passavano e capire che comunque lo aveva perso, gli diede il coraggio di andare al castello e chiedere udienza.

Fu così che il giorno 9 di Settembre di più di mille anni fa circa, una Agostina dal cuore rotto si diresse al castello e chiese udienza al gran consiglio in qualità di testimone informato dei fatti:

Mio Re, Mia Regina Bella, Consiglierei Santi eccomi qui per raccontarvi cosa vidi la sera del 5 di Agosto.

Io e mio marito stavamo passeggiando tra le bancarelle e i baracchini quando mi venne, fortissima, una voglia di acciughe al limone e trovammo a pochi passi una piccola osteria in cui le servivano. Io e lui, mano nella mano, entrammo e ci accomodammo in uno di quei tavoli lunghissimi dove tutti si siedono di fianco a tutti. Non sapevo di essere seduta di fianco ad una principessa ma non sarebbe stato granché importante, ero troppo occupata ad esserne gelosa, e in verità ero pure gelose dell’altra, quella che stava seduta di fronte a me, la fioraia, Adelaide. Dimostravano entrambe grande personalità e fascino e io, beh io non sono affascinante, non ho grandi cose da fare né grandi interessi; perciò, all’inizio ero più che altro preoccupata di perdere l’uomo che più di tutti amo per quelle due femmine irruente e labirintiche. Ma poi. Poi le ho guardate bene, e mi sono accorte che parlavano più che altro tra di loro: oh erano così belle e audaci e mangiavano letteralmente le parole l’una dell’altra. Sembravano innamorate’

Innamorate? Come osate?!

Oso mio Re perché io amo e quando vedo l’amore lo so riconoscere. Ma vi prego fatemi andare avanti prima che cambi idea: ho bisogno di molto coraggio per raccontare ciò che capii e vidi quella notte. Vidi Ambrogio imbambolato, perso negli occhi di Achille. Lui pure imbambolato. Pareva un cerchio magico, in cui loro si fissavano e cosa dicevano quegli sguardi! Quanto amore! Così di punto in bianco. Stavo per dire ‘ora basta andiamo a casa’ quando Achille chiese il nome a mio marito e iniziarono a parlare. Un fiume in piena in cui la mia voce non poteva manco essere udita. Un dolore alla punta dello stomaco e le ossa che si frantumarono, tutte. Era il dolore. Il dolore. Perché io l’ho sempre saputo. Si signori miei, io lo sapevo che lui mi voleva bene ma non mi amava di quell’amore di carne e farfalle. Io lo sapevo. Ma non mi importava. Volevo lui, io lo amavo e pensavo bastasse per entrambi. Ma non è vero. Non lo sarà mai. L’amore non può bastare, l’amore deve essere provato. Non puoi fermarlo questo pazzo cuore. L’ho capito quando siamo tornati a casa dopo che per d.o.d.i.c.i. ore sono stata la spettatrice del grande spettacolo dell’amore a prima vista. E se non fosse stato il mio Ambrogio uno dei protagonisti, ne sarei rimasta entusiasta. E ho assistito alla fine della serata di una tragedia: i sorrisi si sono spenti e ognuno di loro è tornato da dove veniva, nessuno di loro ha osato immaginare che potesse essere normale piacersi e vedersi. 

All’inizio io ho sospirato di gioia, che sì poi l’indomani il mio Ambrogio avrebbe dimenticato tutto e sarebbe tornato tutto come prima. Ma l’indomani non è arrivato. E ho capito che comunque lo ho perso. E che lo amo troppo per vederlo morire paralizzato. Che lo preferisco vivo e innamorato di un altro che paralizzato e come morto. Non so cosa serva per risvegliarli, forse solo dirgli ‘Va bene così, sii solo felice’. Ma so che per me ormai va davvero bene così e voglio solo che sia felice. Non voglio dare a mio figlio un padre che esemplifica la frustrazione e terrore, nostro figlio deve crescere nella libertà di sapere che può scegliere di essere.’

Ha finito Signorina? Non le farò nulla solo perché è una donna gravida, e le donne gravide straparlano. Avrà di certo avuto paura di perdere il suo compagno per la bellezza della mia bimba e davanti a quel terrore si è raccontata una serie di fandonie. Ora la prego si calmi, e mentre capisce che non è il caso si raccontino per il regno queste maldicenze fasulle sarà mia cura ospitarla nella nostra prigione. Ci rivedremo tra un mese e mi racconterà cosa davvero accadde quella sera.

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