Agata nel paese delle seconde possibilità

Questa è la storia di  Agata, la ragazza dagli occhi Verdi e il sorriso triste. Ella viveva in una piccola isola in fondo al mondo, a sud est del Polo Sud.

Questa isola era abitata da  maghi, clown tristissimi, streghe buone, ex marine scappati dal vietnam, principesse provviste di torri inespugnabili andate in pensione senza mai essere state salvate, saltinbanchi liberati, cavalieri erranti dalla fulgida armatura, psicoanalisti con crisi di personalità, ex-eroinomani, principi senza castelli da difendere, capi di stato cacciati da ogni dove, criminali di guerra, pacifisti convinti, qualche figlio dei fiori, scassinatrici di cassaforti bulgare pronipoti di dracula, Insomma qui ci vivevano tutte persone che si erano date e cercate una seconda possibilità di felicità.

Essi infatti vivevano in una sorta di armonica pace movimentandosi la vita con ogni tipo di discussione, inscenando liti grandiose che finivano tra lacrime e baci furiosi: insomma tutti felici e molto occupati! O meglio quasi tutti perché Agata era l’unico essere vivente sull’isola ad essere triste, sempre triste. Lei non era interessata ai vari problemi che tediavano i suoi concittadini (per esempio l’etica, la morale, le varie scuole psicanalitiche, la politica estera e interna, la medicina d’urgenza, la psicomagia applicata alle volpi texane etc), lei voleva solo e disperatamente vedere il mondo:

La vita è altrove lo so!! Ah ci saranno luoghi meravigliosi e genti con un passato “normale” che non scappano da sbagli o parole orripilanti ma che vivono in trasparenza  e beltà! Ah!!

Essendo minorenne, la nostra Agata, aveva bisogno di un salvacondotto reale per solcare i confini del regno, senza morire ustionata dalle fiamme del grande drago bianco, Almilcare, che ne difendeva la serenità dagli intrusi. Si trattava di un problema insuperabile poichè nessuno glielo concedeva questo benedetto lasciapassare. La ragazza infatti non riusciva a reperirlo manco al mercato nero o tramite la Mafia (nessuno voleva andarsene da quel paese e quindi non c’era alcuna fornitura, poiché si sa che per la legge del mercato, si vende solo ciò che è desiderato e si desidera solo ciò che è vietato ma in realtà nessuno può desiderare quello che non vuole e poi non è che era vietato, anzi chi voleva se adulto poteva andarsene ma nessuno lo voleva!).

Tutta la famiglia e ogni amico si impegnarono nel tentativo di farle cambiare idea; per esempio l’anziana strega sua zia, le raccontò attraverso ologrammi le brutture del mondo

Ma zia me se ci cose e momenti tanto spaventosi è perchè ci devono essere per forza cose e momenti meravigliosi! E’ una legge! Non c’è il bianco senza il nero! Ah come vorrei vedere tuttooo!

La giovine non si fece neanche sedurre dai tentativi di corruzione di sua cugina la maga che  creò per lei stelle danzanti, nuvole soffici  al gusto  Fragola e le promise notti meravigliose con tutti i body builder dell’isola. Per parte sua il padre, ex-vietkong, usò l’arma della fatica fisica; egli tentò di  di sfinirla a tal punto da toglierle tutti sti grilli per la testa: ‘Ah l’adolescenza! Te l’avevo detto donna! Compriamo un cane! Ma no! Tu una figlia hai voluto.‘ La fece allenare per ore in una giungla sintetica, attaccata da fantomatici nemici vestiti da clown piangenti, (costringendola a scalare montagne inseguita da strani maghi ottuagenari, con fiatone e la bombola d’ossigeno annesse). La  madre invece, ex-psicoanalista di fama mondiale, provò su di lei  tutte le tecniche di convicimento inconsce apprese in una famosa accademia tedesca. Ma nulla valse a nulla tranne che a rendere Agata sempre più triste. Questa infelicità diventava sempre più intollerabile per tutti coloro che l’amavano, tanto dolorosa che ad un certo punto il padre, disperato, firmò per concederle il lasciapassare!

Ah che gioia! Che avventura e che sorrisi finalmente! Fu così che Agata partì senza rimpianti e senza paure sull sua piccola barchetta a vela verso il Nuovo Mondo Emerso.

Ma fin da subito non fu l’avventura che si era aspettata. Abituata com’era alla tolleranza e alla felicità, rimase sconvolta  e  incredula  di fronte al sospetto e alla malizia imperanti. Non capiva il perchè di tutta quella frustrazione –che, tra l’altro prima di allora, non sapeva potesse esistere. Aih che tristezza vedere gente che non lottava, che si accontentava di tutto e non sceglieva nulla, che non aveva cibo, che non sapeva fare altro che quello che faceva senza usare fantasia, coraggio o anche solo qualche sorriso. Gente che appena vedeva qualcosa di diverso da quello che solitamente veniva fatto  o pensato lo tacciava di ridicolo o malato.

Colma di una pena infinita si ritrovò a non riuscire più a smettere di piangere, tanto che le sue lacrime non poterono più essere assorbite dalla terra e iniziarono a rimanere in superficie: dapprima un leggero strato bagnaticcio poi sempre più profondo fino a diventare un vero e proprio mare! Un oceano su cui le genti attorno galleggiavano e piangevano o ridevano, a seconda di ciò che provavano per davvero. Ogni lacrima, ogni sorriso, ogni parola si trasformavano in  pesci verdi, stelle marine viola, morene blu, squali gialli… Era una vista così assurda, colorata e buffa  che Agata iniziò a ridere.

Guarda quell’avvocato che piange abbracciato ad una sogliola! E quella casalinga che picchia quel pobvero squalo lilla a pois! E quel vigile che piange e urla cercando di multare un pomodoro pachino!! Ahahah!

Mentre lei osservava e commentava tra sè e sè ciò che vedeva la sua ultimissima lacrima  si trasformò in una balena grandissimissima che le disse:

Torna a casa Agata! La tua gente ti aspetta e tu hai bisogno di loro.

Siccome non c’era altro che la giovine desiderasse di più, salì sulla groppa di questo immenso mammifero color ciclamino e partirono verso la sua meravigliosa, piccolissima isola delle seconde possibilità: l’unico luogo dove voleva vivere ed essere felice. 

 Per prima cosa,  si laureò in architettura con indirizzo in magia del buon umore a pieni voti e si innamorò perdutamente di un mago che non sapeva fare magie!

Sposò questo giovane pasticcione e fu (e continua ad esserlo) molto molto felice!

P.S: per chiunque desidera conoscerla la ragazza al momento tiene seminari di “Deontologia della vita” presso La Sacra Università Laica delle Sacre Caprette Di Santa Bertolda Incoronata. La potete riconoscere perchè si porta dietro la sua bellissima bambina. E’ l’unica donna conosciuta in terra con una figlia  che quando sorride crea bolle di caramello!!

2 pensieri riguardo “Agata nel paese delle seconde possibilità

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