Casimira o della Meccanica. Qualunque essa sia.

Ginetta
‘Ah Casimira, potresti per favore portarmi i piselli odorosi al basilico? E andare inc ucina, nello scaffale quello vecchio del nonno, e prendermi il macinino per il pepe rosa? E qaundo torni passare dalla toelette e portarmi qualche fazzoletto di carta? Ho un tale raffreddore e con questo mal di schiena alzarmi mi procura un tale dolore..’
‘Casimira, cucciolina, visto che sei così gentile con Carla faresti per tua zia Costanza una psta al sugo rosso senza pomodori? Los ai che ha sempre quella fastidiosa acidità….’
‘Piccola mia, è tutto così buono ma non posso mangiare nulla. Sei proprio una gran cuoca ma purtroppo con tutti i miei acciacchi e questi reumatismi non posso mangiare nulla. Ti offenderesti se ti chiedessi un semolino?’
Ed eccola Casimira il 23 Febbraio di qualche secolo fa, tutta contratta nell’arduo compito di oliare e manutentarela propria pazienza, correndo per accontentare il vecchio padre, la cara anziana zia e l’atavica nonna! Casimira dagli occhi neri e il collo lunghissimo che il giorno del suo compleanno ha cucinato una pranzo lussuoso e di una bontà inenarrabile che nessuno ha mangiato.
Sapete, dicono che la meccanica della sopravvivenza sia ciò che maggiormente ci impedisce di sopravvivere; la concentrazione  e la volontà utilizzati per manetenere i suoi ingraggi ben oliati ci distolgono, di fatto, dalla facile facilità di ottenere un desiderio. A poco a poco ci si dimentica che i desideri si possono anche realizzare.  Casimira ne è l’esempio: odorate la sua inutile arrendevolezza mentre corre da una stanza all’altra a servire i vecchi parenti, ascoltate il battito sincopato del suo cuoricino mentre il giorno del suo trentaseiesimo compleanno cucina con tutta la sua arte un pasto che, già lo sa, nessuno mangerà. Le hanno insegnato che rischiare è male ma poi l’hanno circondata, attanagliata, di immagini di femmine vincenti che rischiando hanno vinto. Condita con olio e arrendevolezza la nostra eroina si divincola tra una lasagna e un broccoletto di bruxelles alla ricerca di un senso e di un ‘brava’ lanciato da un occhio dolce qualsiasi.
Ma torniamo a Casimira che al momento è uscita di casa per dirigersi all’unico parucchiere di Callianetto, ridente paesiello sulla riva di un fiume minuscolo composto da cinquecento persone e trentadue gatti. Quel 23 Febbraio infatti coincideva anche con il giorno della sua messa in piega semestrale. Giornata ricca di avvenimenti insomma: compleanno, colpi di sole e chiaccherata con il fidato amico Camillo nonchè suo parruchiere seguita da caffè e pasticcini con la vecchia Clara, star locale, e dai suoi peccaminosi racconti di una giovendtù vissuta sul filo del rasoio (ex velina di un famoso talk show mandato in onda su rete provinciale). Sarebbe stato tutto perfetto…
…’Buongiorno Casimira! Tutto bene? Cosa facciamo oggi? un carrè con colpi di sole come sempre? Ma come non lo sai? Camillo è partito, stava mettendo via i soldi da mesi e finalmente ce l’ha fatta! Ora sta a como, ha aperto un barbiere per hipster ed è felicissimo, l’ho sentito ieri’
Como, città delle mille possibilità che manco una Londra qualunque, metà di tutto il jet set mondiale e desiderio di metà degli adolescenti del mondo conosciuto dove tutto  possibile e i desideri si incarnano in possibilità. Camillo era partito.

 

…………..

 

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