Il mio Regno per un Drago.

MATITA E TEMPERA - - RIMANEGGIATA

 

”Sa che c’è mia cara Mademoiselle? C’è che la tristezza sta tornando sempre più frequentemente, a ondate. Prima era più facile, mi perdevo nelle cose, nelle genti, nei miei sogni di gloria, nei piani per conquistare il mondo e il morettone all’angolo, nella frustrazioni dei secondi e nel pantano dei miei no ma ora. Ora magari mentre cammino tra il lusco e il brusco, ecco che mi investe una mareggiata così acuta da inondarmi bocca, polmoni e sguardo lasciandomi un nodo in gola, la lacrime raso pupilla e una sensazione di schegge di vetro sotto le unghie: il bullismo subito a undici anni, i pianti sommersi di una madre troppo infelice e incompleta che ci provava ma poverina non ce la faceva e nessuno ti salva se tutto quello che vuoi è che qualcun altro lo faccia, un padre che amava la vita e lei, la vita, lo ha preso a calci in faccia belli assestati eh, mica lambrusco e cantucci. E’ il dolore sottopelle, l’eredità del dolore, che scorre insieme al tuo sangue, che fa di te ciò che sei anche ma non per questo meno mostruoso e pericoloso. La prego inventi un drago abbastanza forte e maestoso da annientarlo, sto dolore, e farmi perdere nella luce delle sue scaglie. Ho bisogno del tremore della meraviglia. Ho paura di perdermi questa volta.”

Ada, 29 Settembre 2015

2 pensieri su “Il mio Regno per un Drago.

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