Favola Musicata per un Buon Pomeriggio

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..di Favole, Femmine e altre Storie o no? e che l’Incanto abbia Inizio

Testi di  Mademoiselle Anais Porcupine. Musiche Scritte e Interpretate dal Maestro Sergio Parisini – Voce Narrante Sergio Parisini

 

Prendete un pianista, dategli una favola, chiedetegli un’emozione e il gioco è fatto!

Questo è un progetto nato per caso dall’incontro in un autogrill tra un pianista e una scrittrice di favole, entrambi con il bisogno di un’emozione liquida e alla ricerca della parola-musica, della parola-carne; perché scusate ma non è forse la parola che guarisce? Non è forse la musica a lenire e curare? E non sono forse le favole che ci insegnano che dopo il buio viene la luce, che è vero che esiste il lupo ma poi arriva anche il cacciatore a salvarci? Ecco allora che nascono le nostre Favole, o meglio storie di Femmine, musiche di adesso, suoni che accompagnano parole e parole che seguono suoni raccontate da una voce non omologata, non performante come quando eravamo piccoli ed erano i nonni o i genitori con le loro inflessioni dialettiali, con la loro unicità, quella voce unica, a raccontarci la favola. Una voce come allora per dimenticarci le maschere che indossiamo ogni giorno e ricordare ciò che siamo, ciò che temiamo, ciò verso cui andiamo. Uno spazio condiviso al di là del tempo. E per superare il tempo cosa meglio della voce musicata, della musica parlata?

 

E allora il suono parla e la parola si odora, e per due minuti conoscerete Clotilde che ha paura di amare, Gervaso che non sa vivere il futuro, Berenice che sa quello che vuole, Imma che cerca una favola… storie assurde ma più reali del reali perché alla fine parlano di noi, di voi.

 

Fil Rouge di questo progetto è la femminitudine, un concetto che sta molto a cuore ai nostri autori, Mademoiselle Anais Porcupine e il Maestro Sergio Parisini.

La Femminitudine non ha nulla a che fare con l’essere di sesso femminile o maschile ma solo con l’essere.

La femminilitudine è quella capacità di essere disperate un attimo prima e un attimo dopo impazzire di gioia per un paio di decolté, quella morbidezza esaustiva, quell’orgoglio contenuto, quella furia sensuale, quello sguardo che perfora e anela. Essere femmina come maieutica, come parto del mondo e a questo mondo partorito le femminitudine si adatta e ne ride. La femminitudine è la capacità di sopravvivere a se stessi dopo essersi condannati. La femminitudine è forza, paura, terrore, odore, risata di cuore, movimento sinuoso. La femminitudine è lacerare, distruggere, ricostruire, mietere vittime e curarle, pensare bianco e dire nero solo per il gusto di farlo, radicarsi nella carne e nello spirito, spazzare via, cullare, scaldarsi, essere tempesta. La femminitudine è energia contenuta e incontrollabile. E’ la carne e il sangue che diventano parole, camminata, sguardo.

E avete presente di com’è uno sguardo fatto carne? Il desiderio incarnato? L’avete mai visto? L’avete mai fatto assaggiare? E la musica questo fa; fa assaggiare questo sguardo, sentire il tocco di quelle paure e rende della magnificenza di un bacio.

Che dite?

Avete ancora il coraggio e la forza di credere nelle favole?

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