‘che poi la sa la verità? la verità è che io sono terrorizzata di non essere come mi hanno raccontato. E se fosse vero, se io non fossi come mia madre mi ha sempre detto di vedermi, cosa mai farò? Dove comincio? ma sopratutto dove finisco? vorrebbe dire ricominciare da capo: alzarsi per cercarsi, tentare per capire, spalancare gli occhi per vedere di più.
Non pensi, Mademoiselle Porcupine, che che mi sia fermata al quadro dipinto di me da mia madre, non è questo; sono ben cosciente dei giochetti che si affastellano rincorrendosi e contundendoci in una famiglia ma è che alla fine sapere chi sei, sentirtelo raccontare è tranquillizzante, se non ti fai domande vai avanti per la tua strada di mattoncini arancioni, sciegliendoti un TOTO qualunque e rincorrendoti nel gioco delle parti in cui diventi leone terrorizzato, omino di latta contuso o spaventapasseri confuso.
Se non ti fai domande tutto fila, certo non liscio anzi, ma almeno ti pare che abbia un senso e vanti pochi drammi. E invece. Poi se ti accorgi che così non va. Che a te non è che piaccia quello che ti hanno raccontato prima e che poi ti sei raccontata, poi tu. Che nella lotta per affermarti sei tu per prima scivolata in certi stereotipi imposti .
Ecco se è così inizia il terrore. E sono cazzate che dal terrore, dal dramma, dai problemi, dalle perdite nascono perle e diamanti. Che non è vero che la gente migliora. C.A.Z.Z.A.T.E. Non è il dolore che ti migliora ma ciò che ne fai di esso, il modo in cui lo trasformi. Il dolore incide la carne, tocca poi a noi scegliere cosa farne della cicatrice e del sangue che non smette di scorrere. E non sempre ne facciamo qualcosa. 
E io ora non so dove sono arrivata, non capisco che ne ho fatto del mio dolore e sbiadisco davanti al terrore di mettermi in gioco.
Scusi Mademoiselle, io tergiverso ma sa.. quando inizi a guardarti dentro non è che i pensieri stiano in fila indiana ad aspettare il loro turno. Eh no eh. Loro sono impavidi e arroganti e tutti insieme mi vengono alla bocca dello stomaco e che dolore!
Lo vuole un caffè? Io ne ho proprio bisogno. Ieri ho comprato dei biscotti, aspetti che li prendo.
Sa, mia nonna Leonarda stava ore la notte quando mi svegliavo in preda agli incubi ad ascoltarmi…’

Pubblicato da Mademoiselle Porcupine

Nacqui a Marrakech da padre francese, Jean Jacques Porcupine, e da madre Russa, Olga Svetlava. All'età di 6 anni con la famiglia ci trasferimmo in quel di Parigi dove mio padre iniziò la brillante carriera di parrucchiere et ma mere quella di amante di un povero artista. Della mia vita prima dello sbarco in Nueva Yorke non amo parlare molto. Fui molto amata fino ad un incidente, di cui non voglio parlare e dopo il quale fui scacciata da Rue de Lombric (casa paterna). Per sempre. Sono stata modella, meravigliosa amante, attrice e musa. Sono stata eterna pe run lasso di tempo di 40 anni. Meraviglioso.

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