Hildebranda o Della Passione. Qualunque essa Sia.

C’era una volta una principessa di una bellezza sensuale e sconvolgente.

Il suo nome era Hildebranda.

Ella era così attraente e sensuale da non poter neanche fare una passeggiata senza essere essere assalita da qualunque uomo la vedesse! IL malcapitato infatti appena ne scorgeva le movenze veniva afferrato-assalito da un tale desiderio di possederla e diventarne lo schiavo che le correva incontro e iniziava a parlare con la lingua dei poeti. E così era ogni volta ma non durava a lungo aimeh! Bastava infatti che lei alitasse un ringraziamento o il suo nome perchè il giovane -o vecchio o maturo o bambino- cadesse in un sonno profondo e disgustato per il resto della vita. Tutta colpa dell’aglio!

Eh sì, perchè la nostra principessa estremamente irresistibile adorava l’aglio e non poteva fare a meno di mangiarlo: ne mangiava di continuo tanto che gli effluvi uscivano addirittura dal castello. Gli effetti erano sì tanto tossici da aver creato un regno di sole donne – le femmine si sà, hanno una resistenza maggiore e poi volete mettere un regno di libertà assolute dove puoi sparlare parlare litigare fare pace e colloquiare come vuoi perchè tanto hai davanti a te alter femmine squilibrate e non maschi monocellullari che hanno bisogno della spiegazione del singolo comment perchè mai ‘na volt ache ci arrivino a capire???.

 Il problema dell’odore, del regno di sole femmine etc non era tanto delle alter ma della principessa che sembrava destinata alla verginità a vita. Le sue damigelle o vassalle o contadine infatti potevano espatriare per sempre o per frequenti vacanze sentimental-sessuali.  Nessuna però decideva per l’espatrio poichè amava la libertà  e le possibilità che ne scaturavano, a meno che non subentrasse la decisione di un matrimonio, che portava la giovane a lasciare il reame. Beh la nostra Hildebranda non poteva manco questo: lei manco una gitarella poteva fare; non accadeva mica che il suo alito per magia si depurasse superati i confini! Figurarsi, mica viveva nelle favole, lei!!

La sofferenza e la vergogna della principessa non attenuavano però la sua passione per l’aglio e anzi più soffriva  e più ne mangiava!

Accadde conil tempo che la sofferenza diminuì sempre più fino a diventare un piccolo ricordo ridicolo e buffo.

Il giorno in cui la giovine pensando alla tristezza provata ne rise, capì che ora iniziava una nuova vita e che il suo diritto e dovere era di essere felice. Per editto reale ordinò che l’intero regno fosse coltivato a aglio e mise in piedi una prolifica azienda di produzione e vendita al dettaglio di questa profumosa radice. 

Questa è la favola di una principessa che è ancora in vita (sono conosciute in tutto il mondo le virtù medicamentose e antibiotiche dell’aglio), sta bene senza un uomo e che fa ciò che più ama. Ordunque incredibilmente felice  e soddisfatta.

P.S: le dettrattici della suddetta vanno in giro a dire che non è vero e che basta sentire le sue sfuriate isteriche o i peli nel naso per capire che non è così felice..ma lei dice che sì invece. E noi abbiamo deciso di crederle. Ci sarà tanto sempre qualcuno che vede più in là o più in quà e a nostro avviso una persona ha il diritto di raccontarsi la propria favola: vera o meno che sia.

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