Umberto e Ulla o del potere di Uno Sguardo

Umberto non credeva nell’amore e sopra tutto il suo Super Enorme Mastodontico EGO non poteva sopportare di amare qualcuno più di quanto amasse se stesso.

Insomma questo Umberto era

felice

simpatico

bellino

interessante.

Ed era tutte queste cose perché amandosi molto, adorava leggersi i libri più interessanti, ascoltare la sua voce dire battute divertenti e ironiche, guardare di sbieco negli specchi il suo fantastico riflesso e gli amici, nonché suoi cavalieri (eh si perché oltre tutto era pure un principe con tanto di calzamaglia azzurra e cavallo bianco latte), lo adoravano (anche perché se non veniva adorato aveva il brutto vizio di mandare alla gogna il malcapitato) e i reali genitori lo vezzeggiavano come solo i genitori italici sanno fare:

hai quarant’anni e non hai ancora trovato la donna adatta? Beh è normale con tutte ‘ste femmine di facili costumi meglio la tua mamma che lei sì che ti sa stirare le camicie!!!

Vivi ancora nella tua cameretta di quando avevi 10 anni? E che male c’è? Così mamma sa sempre che dormi in lenzuola pulite e stirate di fresco!

Insomma una reale vita di agi, coccole, pasta al forno il venerdì e minestrina la domenica sera, bevute, feste, danze, discoteche, aperitivi. Tutto perfetto: lui al centro dell’attenzione, le donne che gli morivano dietro, poesie d’amore nelle tasche della calzamaglia e numeri di telefono scritti con il rossetto sul braccio.. Fino a quando non incontrò uno sguardo, lo sguardo di una femmina: un animale bellissimo che dopo averlo guardato semplicemente svenne. Successe un venerdì sera nel pub più trendy del regno; Umberto stava guardando il suo riflesso allo specchio posto di fianco al bancone quando incrociò gli occhi di questa femmina intensa come solo il caffè di prima mattina e la vide svenire.                                                               Lui corse verso di lei e la soccorse, chiamò un ambulanza, la adagiò sulla barella e desiderò di perdersi sulle sue labbra: coma etilico, dissero i dottori.

Lei si chiamava Ulla, si venne a sapere, ed era sposata con il vecchio guardiacaccia del bosco incantato. Ovviamente il suo non era stato un matrimonio d’amore (lui aveva pagato il mutuo della casa dei di lei genitori e loro, per sdebitarsi, gli avevano dato la figlia in sposa) e la giovane non aveva trovato altra fuga che l’alcool e quando vivi con un uomo che non ami in un luogo che non ami e hai dei genitori che ti hanno praticamente venduto andare in coma diventa un meraviglioso futuro ma ci si sveglia sempre, ad un certo punto e infatti Ulla aprì gli occhi esattamente 2 (d.u.e.) anni dopo. Due anni in cui Umberto non si staccò mai dal suo letto.

Adesso vorrei sorvolare sui terribili trucchi e marchingegni utilizzati dalla di lui madre, la regina, per eliminare la concorrente al cuore del figlio: ciò che conta è che non ce la fece. Il ragazzo per la prima volta, si voleva occupare di un altro essere vivente, sentiva un friccicore strano nel cuore, uno spostamento d’aria nella pancia e non provava più quel piacere paradisiaco a guardarsi. Di conseguenza, il principe capì che non poteva perdere quest’angelo, questa creatura che era riuscita nella difficile arte di essere il suo primo e ultimo pensiero della giornata. Contattò quindi il guardiacaccia e gli impose il divorzio e poi pensò ai preparativi per il loro matrimonio.

Eh si dovete scusarlo, era così egocentrico che non pensò mai in quei due anni, ma proprio mai, che a) la giovine avrebbe potuto non svegliarsi e che b) forse non avrebbe voluto sposarlo. Ma si sa, stiamo sempre parlando di un principe, figlio unico e per più di madre italica.

Ulla si svegliò e si trovò divorziata e in procinto di sposare un altro uomo e per l’ennesima volta senza averlo scelto! Un risveglio che la catapultò nel panico totale che fu placato solo con dosi massicce di oppio e lidocaina via intramuscolo.

A quel punto, calma e sedata guardò lui, l’Umberto, e le piacque, perché al di là di quell’immenso ego che lo caratterizzava vide un cuore buono, un sorriso dolce, un corpo aitante che nemmeno i Bronzi di Riace e una collezione intera di MIU MIU.

I miei informatori mi dicono che lei ora è una regina molto amata e molto ben vestita e che loro due (Lei e l’Umberto), sono molto felici.

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