Silvana o della Liquidità del Coraggio

Ecco a voi, Silvana.

Sì, lo so, sta dormendo. Invero le capita sempre, le accade in particolare quando è di fronte all’uomo che ama, alla nonna che la giudica, al padre che la sgrida e all’insegnante che la interroga.

I medici di corte l’hanno nominato “sindrome da stress compulsiva”.

Silvana dovrebbe avere 35 anni ma non è certo  

Ma vi rendete conto?! 35 anni e non uno straccio di ragazzo, non una macchina, non un’amante, un bambino, un lavoro moderno e avventuroso, manco una parrucchiera di fiducia. Nulla! Ma proprio nulla!

L’età è incerta per una serie di singolari fatti riassumibili in due punti:

Punto 1. Lei si stressa per tutto: dal decidere il colore del vestito per le udienze di routine allo scegliere cosa mangiare. Ergo si addormenta. Ergo ha la pelle più liscia e rilassata di un bimbo. Ergo non si capisce quanti anni possa avere. 

Punto 2. La madre soffriva della stessa sindrome e quindi nel momento del parto dormiva della grossa. Si lo so che direte: ospedale, dottori, infermiere, fate turchine, il re marito etc.. Tutti testimoni oculari. Ebbene no, ma proprio no: nessuno. Si dà il caso che la regina madre, la partorì lontano da palazzo in una casa nel mezzo del bosco (in seguito a furiosa litigata con il re marito. Litigata di cui lei nulla ricordava -caduta in letargia dopo la prima frase – ma per principio aveva deciso di abbandonarlo), e quando tornò al castello, dopo qualcosa come tre anni, non fu possibile risalire alla data di nascita della bimba.

Provate voi ad addormentarvi ogni volta che qualcosa colpisce la vostra fantasia o vi preoccupa o vi stressa o anche solo vi piace. Provate! E poi voglio vedere se ci impiegate meno di 3 anni a tornare a casa con bimba appresso, e meno male che pure lei si addormentava se no l’avrei persa non so dove.. E sono stata fortunata ad aver incontrato quel gentilissimo guardiacaccia che mi era sempre accanto quando svenivo. Ah, senza di lui non so come avrei fatto. Dovremo regalargli un regno per la disponibilità, non trovi caro?”

A onor del vero la nostra Eroica Eroina ha accettato la sua situazione con la dovuta dignità richiesta da una futura regina e si è anche iscritta a vari corsi di yoga, catwalk per modelle, strip-tease, trucco per principianti, agopuntura, massaggi thailandesi, nuoto non a scopo agonistico per cercare di aumentare la sua resistenza allo stress. Tutto però si è rivelato inutile: si addormenta appena capisce che di essere guardata e giudicata. E siccome parlare, definire, implica sempre un giudizio.. beh con la giovane si può solo parlare delle previsioni del tempo, di luoghi comuni, pettegolezzi, fatti storici e geografia. Questo purtroppo significa che Silvana può tenere conversazione solo con anziani signori di corte, dotti, laureati con la tendenza alla noiosità compulsiva, ma certamente non con coetanee, dame di compagnia o similaria. Ma ve lo immaginate?! Lei, in mezzo alle amiche a parlare di vestiti e appena una di loro dice “stasera” + “gran ballo” nella stessa frase oppure lui+te, ecco che Silvana ti cade stecchita dormiente per 5 giorni???? Beh meglio evitare, pensava lei; fino a ieri.

Fino a ieri.

Ieri ha incontrato un uomo che l’ha guardata di quello sguardo che almeno una volta nella vita ogni donna ha ricevuto: uno sguardo che è puro desiderio liquido. Ieri per la prima volta lei ha guardato negli occhi un uomo e non si è addormentata, ma ha ricambiato lo sguardo. Ieri lei ha parlato con gli occhi tutti. Ieri non ha avuto paura. E continua a non averla.

Che sia guarita? Ancora è presto per dirlo ma sicuro è che ora corre sorridendo, saluta tutti e non sviene quando entra nei negozi e non si addormenta davanti ad una battuta, come se quello sguardo l’avesse posta al centro del mondo e risvegliata dallo stato comatoso in cui si era relegata. Silvana non ha più paura e non importa se non vedrà più quell’uomo, non importa, perché il ricordo di quel desiderio le si è tatuato nella bocca dello stomaco,

il resto sono solo manfrine. Lei ora è felice. Fino a quando non importa, per il ‘poi’ c’è sempre tempo, non trovate?

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