Dora o della Ricerca dei Tornadi

Di Tornadi e Ricerche
Di Tornadi e Ricerche

C’era una volta una bimba dagli occhi grigi e i capelli argentati,

che viveva in casa di malta piccola piccola, situata nel centro esatto di un tornado.

Certo, non era una casa proprio comoda, sopratutto perchè era sempre in movimento e prendeva, a volte, angolazioni strane (si poteva infatti ritrovare a testa in giù da un momento con l’altro), ma alla bambina piaceva e amava oltremodo conversare con i malcapitati che finivano nel ciclone.

Un giorno, stava guardando la sabbia che faceva vortici strani quando ad un tratto notò un piccolo essere viola che girava su se stesso e piangeva disperato; si sporse dalla finestrella e, con l’ausilio di un retino, lo salvò: era un giovane drago dagli occhi ambrati e le ali lilla!

Come ti chiami?

Domenico e tu?

Dora.

Ma che fai in una casina nel centro di un tornado??

Mi piace il movimento e mi annoiavo nella prateria dove vivevo prima! Sai io sono un’orfanella e qui passa tanta gente e non mi sento mai sola.

Ah!Beh, anch’io sono solo…Potremo vivere assieme se vuoio!? Io a.d.o.r.o. i tornadiiii!!!!

I due diventarono amici e passarono il tempo a volare dentro sotto, intorno al tornado e a disquisire delle cose del mondo con la svariata umanità che capitava per di lì..

Intanto il tempo passava e Dora diventava sempre più bella mentre Domenico sempre più grande, spaventoso e miopee! Ma il drago non si curava di questo problemino, un pò perchè non gli importava e un pò perchè se ne vergognava e lo teneva per sè.

Un giorno Dora e Domenico videro in lontananza un principe, in groppa ad una zebra, seguito da una fila di foche colorate e ridenti.

Incuriositi, gli si avvicinarono e, sorpresi del fatto che lui non si spaventasse alla vista del drago, gli chiesero chi fosse e che ci facesse nel centro di un deserto di sassi con una zebra e 33 foche

Sto cercando la principessa che dovrò sposare

La ragazza, stranamente infastidita e forse pure un pò gelosa, disse che non esistevano principesse e che sicuramente se non la trovava voleva dire che “quella” non lo voleva!

Oh no! io non so chi lei sia; in sogno mi è comparsa una Mangusta bianca, che mi ha detto di muovermi verso questi luoghi, e ho dovuto portare con me la mia zebra Striscia e le mie foche,perchè tutte sarebbero morte di tristezza senza me!

Beh mi pari un pò troppo convinto .. come ti chiami??

Duodeno, principe acrobata e saltinbanco del mio regno

Fu così che iniziarono a parlare, a raccontarsi anneddoti della loro infanzia, a dirsi segrete memorie, sogni fantastici e desideri impossibili. Rimasero insieme per mesi e mesi; per tutto questo tempo lei cucinò per lui, lui fece magie per lei, inventarono giochi e favole insieme. Tutto pareva perfetto fino a che, all’alba di un giorno come tanti, il principe si ricordò della sua ricerca e salutò Dora. Fece esattamente questo:

la baciò sulla fronte e la salutò. Tutto qui. Mesi forse anni a condividere parole, giochi e pensieri. Poi lui si sveglia e parte.

La giovane affranta, ormai disperatamente innamorata, si rinchiuse nella casina, nel cuore del tornado con la ferma intenzione di non uscirne mei più.

Per parte sua, Domenico non riuscì, in modo alcuno, a risvegliarla dalla tristezza sonnolenta, in cui era sprofondata.

Il Drago sapeva di avere solo una possibilità: ritrovare Duodeno.

Vagò per giorni e giorni per ogni dove, con grande fatica e pericolo!

Essendo miope faceva molti sforzi per non scambiare un’aquila per il principe o un bisonte per la zebra e, sopratutto, doveva volare quasi a raso terra e ci voleva grande attenzione, per non impigliarsi nei rami degli alberi!

Con una portentosa dose di fortuna, al tramonto di un certo punto, Domenico scorse in lontananza, nel centro di una radura, una foca abbeverarsi ad uno stagno e una zebra litigare con un ranocchio spocchioso (erano state le grida ad attirare la sua attenzione) e proprio là in quel punto una sagoma vagamente umana: il principe!

Il drago, che aveva troppa fretta per aspettarne il risveglio (ed era pure un pò incattivito), con un grande boato mandò in fiamme l’albero e un Duodeno bruciacchiato si svegliò!

Che accade?? Che succede? Ci attaccano??? Forza oh mie prodi alla guerra! Oh Santa per le Sante caprette di Domossola! Le foche! Care siete sveglie?? Sapete lottare??Non posso morire ora… ma… che accade.. ah!

….mmmmhh…ma….Domenico sei tu? ma perchè mi ha svegliato in codesto maleducato modo? come hai osato?

Il drago a corto di pazienza non perdette tempo in spiegazioni ma capì che doveva attaccare subito al cuore del problema:

Voi volete trovare l’amore?

Preso contropiede, e pure un pò basito, il giovane rispose a fil di voce -Si

Volete una donna che amate rispettate e con cui potete dividere tutto?

Si

Avventurosa, Sincera, Coraggiosa? E Magari anche moooolto bellla?

Si, Si, Si!!

Al chè nella sua mente sentì come uno scoppio di tuonò e tutto il tempo passato nel centro del tornado gli appparì nella sua chiarezza

Oh Per Le Sante Caprette Di Sorella Carlotta e Per IL frappè Di mio Zio!!!!! Corriamo subito devo andare da lei..!! ma come ho potuto non capirlo! l’avevo trovata!

è lei!

Fu così che Duodeno saltò in groppa alla zebra oramai stremata e le ordinò di correre verso il tornado.

Vagarono per giorni perchè Domenico, stanco e indispettito per l’ottusità del principe, lo abbandonò per cercare un luogo calmo, in cui dormire e sognare per molto, molto tempo.

Dopo ottantanove giorni il principe trovò il tornado con la casina

e iniziò a invocare il nome della giovane.

Dora però non volle uscire nè parlargli; pensava di essere stata cercata perchè ruota di scorta -Ecco tutte lo rifiutano..e lui che fa? Certo! si ricorda che io esisto! Gli uomini!! bah!

Si sentiva troppo triste.

Oh Mia Regina Dei Tornadi! Lo so che non mi credi.. lo so che mi odi e non sopporti che io non abbia capito ciò che tu hai compreso solo dopo pochi minuti, ma la mia stoltezza e la mia sete di avventure mi hanno sviato dalla realtà: non ho più incontrato occhi in cui ritrovarmi, parole in cui nuotare e con cui dissetarmi, e sorrisi caldi come i tuoi.. Ti prego dammi una possibilità.. non dico un matrimonio.. iniziamo con una reale convivenza poi vediamo.. niente figli per ora e sciegli tu l’arredamento per la casa..

La giovane, colpita da tanta apertura mentale e decisamente innamorata (non vedeva l’ora di trovare una scusa per baciarlo!), decise

che si, che gli dava una possibilità: gli corse incontro in un sol balzo e lo baciò, baciò e baciò.

Da lì in poi convissero felici e contenti per il resto dei loro giorni,

un pò nella casina al centro del tornado e un pò nel castello di roccia e pietra al centro di una foresta.

Senza vento.

10 pensieri su “Dora o della Ricerca dei Tornadi

  1. “perchè c’è un poi che non è raccontato e che non voglio raccontare. Nella favole il poi non viene mai raccontato. E’ per questo che sono favole, no?”
    Leggo queste tue parole giustissime nella tua risposta a Luciana Ricci Aliotta.
    Come ti comprendo, mlleporcupine.
    Queste “favolicchie”, come le definisci tu stessa, sono parte del tuo vissuto e, proprio per questo, anche, non vanno de-finite.
    E’ così!
    Un sorriso
    Buona domenica, cara
    gb

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    1. Grazie dell’idea ma sai che non ci riesco. Solo a pensarci è come se mi staccassero un braccio? Lo so chequalsiasi opera (che sia valevole o meno non importa) una volta dipanata nel mondo è altro da chi l’ha prodotta e quindi vive di una sua vita propria in cui potrebbe essere divertente che anche altri apportassero del loro per rivitalizzarla , ma per me queste favolicchie forse stupide, forse solo buffe, sono ancora dentro me. Sono parti del mio vissuto, di chi ho intorno, sono molto intime forse troppo e non potrei. Non perchè io pecchi di autostima o creda che non si possa aggiungere altro, anzi. Ma semplicemente perchè non ci riuscirei. Forse anche semplicemente per gelosia….
      Non so se sono riuscita a farmi capire ma io amo questi piccoli racconti anche e proprio perchè la trama non è definita, perchè c’è un poi che non è raccontato e che non voglio raccontare. Nella favole il poi non viene mai raccontato. E’ per questo che sono favole, no?

      Mi piace

  2. Sei davvero brava!
    Difficile trovare un’altra narratrice così ironica, lieve, deliziosa!
    I nomi…
    Incredibile il tuo cercare nomi particolari.
    Molto bella la chiusa di questa tua mini favola!
    Ti sorrido
    gb

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